CASTO

Restauro conservativo del Parco delle Fucine

Lo studio preliminare delle fucine presenti nel Parco di Casto ha messo in luce un sistema di opifici che sfruttando la forza del torrente Nozza producevano diversi prodotti in ferro sicuramente già a partire dalla metà del 1700. Nel Catasto Napoleonico del 1811 il comune di Casto con Malpaga contava ben 18 magli a proprio uso ubicati lungo le sponde del torrente Nozza, molti dei quali nel corso del tempo hanno smesso di funzionare e si sono trasformati in abitazioni. Dove invece l’opera di lavorare il ferro si è protratta fino a qualche decennio fa, come nella fucina Zanetti, l’amministrazione comunale di Casto ha potuto intervenire e recuperare gli strumenti e i macchinari originali per creare un piccolo museo del ferro.

Il Parco delle fucine di Casto rappresenta un esempio molto importante di archeologia industriale e i punti di forza sono:

facile accessibilità da parte dei turisti, sia a piedi sia in macchina, con possibilità di parcheggio e sosta pic-nic

una rete di sentieri adeguati che permettono di osservare tutte le fucine in sicurezza

lo stato di conservazione di strutture che permettono di comprendere il ciclo di produzione del ferro

Il progetto di recupero si è focalizzato su 4 fucine: Cereseol, Boca, Furche e Nöe.