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Anello Valsabbino seconda tappa: da Vallio Terme a Vobarno

  • Tipologia:              escursione
  • Difficoltà:              media
  • Durata:                  4 ore escluse soste
  • Sviluppo :              14,5 km
  • Dislivello:              910 m
  • Inizio Percorso:     soseto frazione di Gavardo
  • Fine Percorso:       Vobarno chiesa parrocchiale
  • Segnaletica:          CAI: 505, 504, 509 e 500
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Seconda tappa dell’“Anello Valsabbino” un percorso in fase di mappatura da parte delle Guardie Ecologiche della Valle Sabbia di circa 120/150 km. Esso percorre partendo dall’Altipiano di Cariadeghe (monumento naturale) prima in prevalenza sul lato sinistro or. della Valle poi sul lato destro per tornare al punto di partenza toccando la quasi totalità del territorio valsabbino.

Si parte dalla Frazione Soseto 227m, dove c’è un piccolo parcheggio di fronte al quale, si imbocca il sentiero n.505 ben evidenziato  con  colore  bianco- rosso.  lo si percorre in salita e dopo c.a 40 minuti si arriva sulla strada asfaltata che sale da Gavardo verso Monte Magno. 
Anello Valsabbino seconda tappa: da Vallio Terme a VobarnoArrivati alla trattoria “Il Cacciatore” si prosegue sul n.504 ed al primo bivio si sale a dx.
Terminata la salita si prosegue lungo la stradina che, attraverso tutto il crinale, percorre  la località Selvapiana, sempre caratterizzata da segnavia bianco-rosso.  E’ d’obbligo una deviazione momentanea a dx, al bel punto panoramico nei pressi della croce di Magno 891m.
Possiamo notare parecchie doline che indicano la carsicità della zona. Tra Selvapiana e la Madonna della Neve ci sono molte grotte speleologiche, le più importani sono: il Coalghes (ampia caverna di crollo, la cui volta all’ingresso è alta circa 40m) il Cargadur e il Calamor ed infine il Büs del Falò (un pozzo verticale di circa 100 m).

Si prosegue lungo la dorsale di Selvapiana ed arrivati ad un cancellino prendere a dx. Oltrepassate le due casette salire a sx accompagnati dal segnavia sempre colore bianco-rosso. Si oltrepassano i ripetitori e si procede verso il santuario della Madonna della Neve 883 m, circondato da faggi secolari e recentemente ristrutturato a seguito dei danni del terremoto del 2004. Ottimo posto dove fare una sosta per rifocillarsi.
Si segue ora la freccia con indicazione Passo Fobbia e sentiero dei Rucc. Oltrepassata la casa dei Rucc, prendere a dx verso Passo Fobbia, quindi tenere la sx ( dx si scende verso Villanuova) .

Ora non vi è più alcun segnavia, ma si tiene la strada principale lungo la dorsale a sx fino ad arrivare in località “Fobbietta”. Si prende a sx oltre la casa con capanno e si prosegue fino ad arrivare in località “Cuel” caratterizzata dal Castagno monumentale della Vrangina. Si arriva dunque in “Cargiù”  nei pressi di  Casa Pavoni” a quota 586.
Proseguendo si scende lungo una stradina sterrata in direzione di Vobarno, si attraversa il ponte della tangenziale e, percorrendo la via Penella ci si dirige verso la Chiesa Parrocchiale di Vobarno 841 m, ai piedi della Rocca, nostro punto di arrivo.

A questo punto ci si può fermare a dormire in uno dei B&B o agriturismi (informandosi sempre in anticipo) in zona oppure tornare in autobus a Gavardo per recuperare l’auto: http://www.sia-autoservizi.it/

Aziende GreenLine dove pernottare nei pressi di Vobarno:

 

Da visitare:

* Giorni Disponibili

Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica

* Mesi Disponibili

Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre

Sentiero della Resistenza dei Caduti di Treviso Bresciano

  • Tipologia:              escursione
  • Difficoltà:               media
  • Durata:                   7 ore
  • Sviluppo:                 26 km
  • Dislivello in salita:   1374m
  • Inizio Percorso:        Municipio di Treviso Bresciano
  • Fine Percorso:           Municipio di Treviso Bresciano
  • Segnaletica:              Tricolore
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Questo sentiero ad anello tutto segnalato con il tricolore, si snoda sul territorio comunale di Treviso Bresciano ed è un omaggio alla sua gente che schierata dalla parte giusta nella lotta per la conquista della Libertà era "partigiana", "ribelle" per antonomasia.
Intraprenderemo l'escursione in senso antiorario partendo di fronte al Comune per salire fino alla croce della "Cocca" dove entreremo nella pineta. Traversiamo (attenzione ad un ghiaione!) con ampi scorci sul lago d'Idro fino a giungere alla località "Roccoli" dove incrociamo la strada che scende ad Idro. Attraversatala, proseguiamo un centinaio di metri fino ad una santella dove a destra imbocchiamo via Sesa.
Al successivo incrocio con via Remort, troviamo il B&B l'Ariosa dove è possibile pernottare e un’azienda agricola che produce burro e formaggi, ambedue GREENLINE.
Sentiero della Resistenza dei Caduti di Treviso BrescianoProseguendo per via Sesa, poco oltre girando a sinistra entriamo in un bel bosco di faggi per poi salire fino al forte di Valledrane. Fatta la visita al forte, scendiamo fino alla chiesetta di San Liberale passando accanto al sanatorio per malati di tubercolosi ora chiuso. Attraversata nuovamente la strada che porta a Vestone, imbocchiamo una sterrata che in discesa ci porta al fondo valle dove incrociamo i ruderi del vecchio mulino. Ora il nostro sentiero segue il torrente Gorgone e rimonta la valle in direzione della valle Oscura. Giunti all'omonima malga, il sentiero risale fino al passo del Cul a 973m dove si incrociano i sentieri per Carvanno e Provaglio Valle Sabbia. Noi proseguiamo a sinistra e, dopo avere aggirato il monte Gallo (attenzione alla zona dei calanchi!) giungiamo fino alla cappelletta del Santellone. alla sua sinistra il sentiero risale in un bosco e ci porterà fino alla chiesetta della Madonna delle Roane. Imbocchiamo ora a sinistra la strada asfaltata (via Eno) che in un paio di km ci porta al passo del Cavallino della Fobbia 1090m. Al passo, a sinistra in direzione di Treviso, dopo circa 100 metri a destra prendiamo una strada sterrata in discesa che ci porta passando dalla malga Fobbia e dalla successiva malga Ancisa fino nei pressi del roccolo Tumen. Scendiamo ancora verso la località Carpenee per poi giungere nuovamente alla Cocca. A questo punto non ci resta che tornare al punto di partenza di fronte al Comune di Treviso Bresciano.

Il sentiero era in stato di abbandono da alcuni anni, in questi giorni gruppi di volontari di Treviso in collaborazione con le GEV della Comunità Montana di Vallesabbia, l'hanno ripulito interamente e si sta provvedendo alla nuova segnatura. Ritengo sia uno dei più bei sentieri della Valle, di ampio respiro con boschi, praterie e pinete.

 

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Vesta - Baitoni

 

Questa escursione è raccomandata ad escursionisti esperti per la presenza di alcuni passaggi esposti e attrezzati con funi metalliche che richiedono passo sicuro e assenza di vertigini. È inoltre assolutamente vietato alle mountain bike.

L’itinerario si svolge con partenza da Vesta, villaggio turistico sulla sponda orientale del lago d’Idro, ed offre varie possibilità di percorso che l’escursionista concatenerà come meglio crede; parcheggiamo l’automobile in una piazzola appena varcato il ponte sul Rio Vesta oppure poco più avanti in un piccolo parcheggio adiacente alla strada.

Indicazione Riserva Naturale Provinciale

In corrispondenza della sopracitata piazzola, un paletto recante frecce segnaletiche per “Sentiero dei Contrabbandieri”, ci indica l’inizio di un marcato sentiero il quale, costeggiando alcune villette, si dirige all’imboccatura della valle.

Dopo pochi passi, ignoriamo la traccia che si stacca a destra e si inoltra nella valle di Piombino; il tracciato piega decisamente a sinistra e si prosegue per un breve tratto fino ad un successivo bivio dove le frecce direzionali ci indicano, a destra, il “Sentiero della Calva “, mentre a sinistra il “Sentiero dei Tralicci” e il “Sentiero dei Contrabbandieri” verso il quale ci dirigiamo.

Questo sentiero è così denominato per l’attività che si svolgeva in tempi passati, tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico; il contrabbando era soprattutto concentrato in zucchero e tabacchi, dall’Austria verso l’Italia.

Continuiamo a seguire il sentiero fino al successivo bivio al quale ci si presentano due possibilità: a destra il “Sentiero dei Tralicci” sale fino a circa 700 m di quota per poi ridiscendere e ricollegarsi al Sentiero dei Contrabbandieri; continuiamo dunque a sinistra intraprendendo una piacevole camminata tra leggeri sali-scendi e punti panoramici di notevole bellezza: le aperture del bosco ci consentono di ammirare alcuni scorci del lago d’Idro. 

Ignoriamo la deviazione a sinistra per la Palestra di Roccia, Prato della Fame e Ferrata Sasse affrontabile con le attrezzature obbligatorie quali imbracatura, set da ferrata e casco.

Presteremo attenzione quando il percorso, in parte attrezzato con corde metalliche fisse, attraversa ripidi canaloni che, cosparsi da svariati esemplari di Tasso, sprofondano direttamente nelle acque cupe del lago.

Oltrepassiamo la confluenza del “Sentiero dei Tralicci”, poco oltre la quale una freccia a destra ci segnala le incisioni scolpite nella roccia riportanti l’anno 1753, indicanti l’antico confine italiano con l’Impero austro-ungarico e l’attuale confine bresciano con il Trentino. 

Ci immettiamo quindi su una stradina forestale che termina poco oltre alla nostra sinistra allargandosi in uno spiazzo dove è collocato il paletto con le frecce segnaletiche per la Ferrata Sasse.

Percorso Vesta - Baitoni

Tenendo la destra sulla sterrata sfociamo ben presto su un tornante della strada asfaltata, che collega Baitoni a Bondone, percorrendo la quale, a destra, è possibile raggiungere il Castello di San Giovanni, antica costruzione già documentata nell’anno 1086 come “Castrum de summo lacu”, visitabile nei mesi estivi ( www.centrosantachiara.it oppure www.valledelchiese.com).

In alternativa, prima che la stradina si immetta sulla carrozzabile, individuiamo a sinistra le indicazioni per un ripido sentierino che ci conduce velocemente sulla spiaggia in prossimità del Porto Camarelle. A porto Camarelle esiste nei mesi estivi la possibilità di ritornare comodamente a Vesta con il battello che attracca proprio alla fine del sentiero. Ci viene offerta qui anche l’opportunità di visitare il Parco Naturale Biotopo lago d’Idro, zona di notevole importanza per la presenza di componenti floristiche e faunistiche di rilevante interesse.

 

 

* Giorni Disponibili

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Anello Valsabbino quarta tappa da Treviso Bresciano a Capovalle

  • Tipologia:           escursione
  • Difficoltà:            media
  • Durata:                6 ore e 30 minuti
  • Sviluppo:              14,6 km
  • Dislivello:             762 M
  • Inizio percorso:   dal municipio di Treviso Bresciano
  • Fine percorso:     al museo della guerra di Capovalle
  • Segnaletica:         percorso quasi completamente segnalato tricolore e CAI

 

Quarta tappa dell'"Anello Valsabbino" un percorso in fase di mappatura da parte delle Guardie Ecologiche della Valle Sabbia di circa 120/150 km. Esso percorre partendo dall'Altipiano di Cariadeghe (monumento naturale) prima in prevalenza sul lato sinistro or. della Valle poi sul lato destro per tornare al punto di partenza toccando la quasi totalità del territorio valsabbino.

Il punto di partenza è di fronte al municipio di Treviso Bresciano a quota 687 m. Per arrivare a questa località si può salire da Vestone, da Idro oppure da Vobarno percorrendo la Val Degagna.
Partenza a dx lungo via Roma per girare subito alla prima strada a sn in direzioine della Cocca.
Treviso Bs Madonna rio secco CapovalleLa strada diviene sentiero e in breve raggiungiamo la grande croce  di legno della Cocca di Treviso
Proseguiamo ora sulla stradina in leggera discesa contrassegnata dai segnali dell’Ippovia e dal tricolore del sentiero della Resistenza che ci accompagneranno per buona parte del nostro percorso. La sterrata attraversa prima in discesa poi in salita tutta la Val Grande, passa accanto ad alcune case coloniche fino a raggiungere al dosso dei “Turmegn” dove, in prossimità di una vasca d’acqua, incrociamo la via Presepark che imbocchiamo in leggera salita.
La stradina diventa più ripida e cementata fino a raggiungere la Malga Ancisa dove il cammino prosegue in falsopiano. 
Usciti dal bosco, il panorama spazia sul lago d’Idro e su tutte le cime che lo circondano.
Rientrati nel bosco, lasciamo a destra il bivio per Idro e proseguiamo in direzione della Fobbia sempre guidati dal tricolore del sentiero della Resistenza. 
Passati da una malga, facendo attenzione alle indicazioni, saliamo fino a passo del Cavallino della Fobbia a 1025 m.

A questo punto abbandonando la segnaletica tricolore, prendiamo la direzione del Rio Secco percorrendo una stretta stradina di montagna parte asfaltata e parte bianca fino a giungere al Santuario della Madonna del Rio Secco. 

http://www.comune.capovalle.bs.it/node/748

E’ un luogo magico dove nella prima metà del secolo XVII apparve una grande luce e ai carbonai che per primi accorsero sul luogo, si presentò un dipinto della madonna di pregevole fattura. La chiesa fu poi ampliata nei primi anni del 1900 a opera della popolazione di Hano, il nome antico di Capovalle.
Proseguiamo ora la stradina fino ad incrociare la strada statale che sale da Idro, la imbocchiamo a dx e, passando dalla frazione di Zumié, raggiungiamo la parrocchiale ed il vicino Museo della guerra a quota 960 m.

A questo punto ci si può fermare a dormire in B&B (informandosi sempre in anticipo) in zona oppure tornare in autobus: http://www.sia-autoservizi.it/

Aziende GreenLine dove pernottare nei pressi di Capovalle:

Da visitare:

 http://www.comune.capovalle.bs.it/associazione/museo-reperti-bellici-cap...

 

* Qualcosa in più

E' uno dei percorsi che andranno a fare parte di un lungo sentiero ad anello che, partendo dal monumento naturale di Cariadeghe a Serle, percorrerà tutta la valle prima sul lato sinistro e poi su quello destro orografico, per tornare al punto di partenza.

* Giorni Disponibili

Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica

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Idro Crone - Capovalle

  • Tipologia:          escursione
  • Difficoltà:           medio
  • Durata:               3 ore 23 minuti
  • Sviluppo:            8,43 km
  • Inizio Percorso:   Parco lungolago Crone Idro 375 mt slm
  • Fine Percorso:     Museo reperti bellici grande guerra 338/3057189     1000mt slm
  • Segnaletica:        Cai 469
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Il tracciato di collegamento tra Idro e Capovalle che Vi proponiamo è stato realizzato nei primi anni del 1900 in preparazione della linea di confine con l'Austria nella prima guerra mondiale. E' una mulattiera costruita dall'esercito per rifornire le linee di artiglieria pesante posizionate sul monte Stino. Partiva dal porto di Vantone, che riceveva il materiale dalla strada ferrata che arrivava fino a Idro località Grotta sulla sponda dx del lago,la quale riforniva tutto il fronte che si estendeva sulle due sponde del lago con la Rocca d'Anfo e il forte di Cima Ora da una parte monte Stino e forte di Valledrane dall'altra. Purtroppo non tutto il tracciato si è conservato integro, alcune frane cancellando la mulatiera ci costringono ad abbandonare il tracciato originario. E' comunque possibile per lunghi tratti camminare sul percorso realizzato un secolo fa apprezzando i tratti di lieve pendenza che era necessaria ai muli per poter trasportare pesanti carichi.

Idro Crone - Capovalle

Il nostro percorso parte dalla chiesa di Crone, vecchio borgo di pescatori, ci si avvia lungo la sponda sx del lago in direzione  Vesta su strada asfaltata, uscendo dal paese si incontra la vecchia calchera (luogo dove veniva prodotta la calce fondendo il calcare ) Si prosegue oltre la galleria fino al raggiungimento di un ponte sul torrente Vantone, subito dopo di esso prendiamo l’erto sentiero a sinistra (469 cai) che si dipana sulla sponda dx del canale, poco dopo al primo bivio prendere a destra in basso seguendo sempre il segno bianco rosso (CAI); Per un lungo tratto 500 m di dislivello seguiremo la segnaletica senza difficoltà fino ad arrivare ad un bivio dove si trova un traliccio dell'alta tensione. Proseguiremo salendo , sulla strada sterrata, poco dopo incontreremo i primi prati a breve distanza raggiungeremo una zona attrezzata per pic-nic, continueremo sulla strada in direzione del paese attraverso via Mandoal (possibilità di rifornimento idrico fontana) Proseguendo arriviamo alla frazione Zumie ci inoltriamo tra le case fino al negozio di alimentari che incrocia via Roma e via Diaz, proseguire per via Diaz verso la chiesa che si vede in basso, alla chiesa scendere fino al museo (ben segnalato da cartelli).

Il museo http://www.comune.capovalle.bs.it/associazione/museo-reperti-bellici-cap... raccoglie reperti bellici che testimoniano le vicende vissute in questi luoghi di confine ne consigliamo la visita.

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Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre

Lago Idro da Crone a Rocca d'Anfo

  • Tipologia:          escursione
  • Difficoltà:           facile
  • Durate:               2 ore 39 min
  • Sviluppo:            8,85 km dislivello 69 m
  • Inizio Percorso:   Porto di Crone
  • Fine Percorso:     Rocca d'Anfo
  • Segnaletica:        Nessuna si costeggia la riva tenengo il lago sulla dx
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Lago Idro da Crone a Rocca d'Anfo

Questo percorso si sviluppa sulle rive meridionali del Lago di Idro, per gli ambienti attraversati lontano dal traffico a stretto contatto con il lago e senza particolari dislivelli è consigliato alle famiglie. Una caratteristica è quella di poter vedere da vicino la numerosa l'avifauna che vive sulle sponde del lago, oltre naturalmente alla bellissima meta che già si intravede dal porto di Crone sull'alra sponda, vale a dire la regina del lago la Rocca d'Anfo. Fortezza prima della repubblica di Venezia 1486-1796 che qui aveva il confine con il principato vescovile di Trento e poi baluardo di difesa Napoleonico per la Repubblica Cisalpina 1797. Presidio militare fino al 1975 abbandonata e riaperta nel 2007 dai volontari del gruppo sentieri attrezzati di Idro e speriamo visitabile nel 2015 dopo 4 anni di chiusura per la messa in sicurezza.
Si può arrivare al porto di  Crone con il battello  o con la macchina e percorrere la bella passeggiata che ci porta a Lemprato seguendo la  riva del lago, dopo il parco si prosegue per un tratto sulla carreggiata stradale per arrivare su un comodo marciapiede. Superato il  ponte sul fiume Chiese, prima che la carreggiata si restringa, scendiamo a destra per il parco  della chiesa più vecchia sul lago Santa Maria ad Undas anno 1100 bellissimi gli affreschi. Dopo le altalene riguadagnamo la riva del lago su una comoda passeggiata. Al termine della quale dovremo percorrere un breve tratto a fianco della statale per Madonna di Campiglio per superare le opere di regolazione del lago  per 100 m. D'ora in avanti tutto il tracciato si svolge lontano dal traffico seguendo le rive del lago. Si arriva al villagio turistico purtroppo una piscina inserita sulla 

spiaggia ci costringe a scendere sulla battigia per circa 150m per poi riguadagnare una comoda stradina che si porta ad Anfo.
Raggiunto il circolo velico   proseguiamo la passeggiata a lago fino al torrente  e superato questo abbiamo ben visibile il nostro obbiettivo la Rocca d'Anfo. Arriviamo all'attracco del battello che fa servizio d'estate e porseguiamo fino alla Rocca salendo sulla Statale potremo arrivare al cancello d'ingresso principale. Per il ritorno rifaremo in senso contrario l'ultima parte per arrivare all'attracco del Battello ad Anfo da dove ci imbarcheremo per Crone. Il battello fa servizio solamente nel periodo estivo.

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