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Pacchetti, itinerari e suggerimenti per una vacanza Green

Colma di Malcesine (stazione di monte funivia Malcesine-Monte Baldo m. 1.751) – Rif. Telegrafo (m. 2.147), ore 3.40.

Importante e bellissimo itinerario che percorre l’intero crinale baldense toccando o passando nei pressi di tutte le principali cime del baldo veronese

Dalla stazione di monte della funivia Malcesine – Monte Baldo, si lasciano a destra i sentieri segnalati con i numeri 11 e 2 che scendono in direzione del lago e, percorrendo il bel crinale, si sale per sentiero alla Cima Pozzette (m. 2.128, ore 1.15).

Sempre per cresta accidentata si scende ad un sella (m. 2.030) che fa da testata alla dirupatissima Val d’Angual e si contorna sul versante orientale la Cima del Longino; quindi si procede in leggera discesa verso la Cima Val Finestra (m. 2.091) all’apice dell’omonimo vallone e si traversa il dirupato fianco orientale di Cima Valdritta (cima più elevata del massiccio 2.218 metri), prima di toccare nuovamente la cresta spartiacque a Forcella Valdritta (m. 2.107, ore 1.20-2.35), dove giunge anche il sentiero segnalato col n. 5 proveniente dai Piombi. Si percorre la mulattiera con percorso ondulato a ridosso della cresta contornando Cima Prà della Basiva prima di incontrare, in prossimità della Forcella di val Fontanelle, il sentiero segnalato col n. 66 che si stacca a sinistra e scende a Novezza lungo la Val Campione (ore 0.15-2.50).

La mulattiera continua ancora poco sotto le creste della Punta Pettorina e Cima Telegrafo prima di scavalcare il crinale e toccare il Rifugio Telegrafo (ore 0.50-3.40).

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Cassone – Eremo dei SS. Benigno e Caro – S. Maggiore

Bell’itinerario in ambiente solitario e selvaggio che percorre le due vie di accesso abitualmente usate per raggiungere l’eremo dei SS. Benigno e Caro.

Dalla piazzetta in fianco alla chiesa parrocchiale di Cassone si imbocca lo strabello in direzione sud che si inoltra subito tra gli ulivi, lascia a destra l’itinerario segnalato col n. 31 per Sommavilla e, con bella vista sull’abitato di Cassone, sale ripido ai casolari di Fichet (m. 304). La mulattiera entra poi nel bosco, supera con ripidi e regolari tornanti il capitello della Merla (m. 525, ore 1.10) ed esce più in alto nel prato antistante l’eremo dei SS. Benigno e Caro (m. 830, ore 0.50-2.00).

Il luogo, nel quale secondo la tradizione vissero nel IX secolo i santi eremiti Benigno e caro, è posto alla base della caratteristica Pala di S. Zeno, in luogo suggestivo e ameno (possibilità di ricovero di fortuna nel locale sempre aperto attiguo alla chiesetta).
Dall’eremo si prosegue in direzione NE, lungo la strada forestale che attraversa la Val dei Molini e raggiunge, con percorso quasi pianeggiante, la porta del Vescovo (ore 0.20-2.20 – a destra il vecchio sentiero n. 659 che saliva al Rifugio Telegrafo ora non più utilizzabile).

Si continua la discesa nei prati di Malga Fiabio (m. 721, ore 0.10-2.30) nei cui pressi si stacca dapprima, a sinistra, la mulattiera segnalata col n. 9 e 659 che scende a Cassone e Malcesine e poco dopo, sulla destra, il sentiero segnalato col n. 7 che sale ai Piombi.
Dalla Malga Fiabio la strada scende ripida ad attraversare la val dei Stalloni per arrivare ai casolari di S. Maggiore dove inizia la strada asfaltata che si segue fino al termine dell’itinerario, in corrispondenza dell’innesto sulla strada panoramica di Malcesine.

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Canale (m. 146) – Santuario della Madonna della Corona (m. 773) – Brentino Belluno (150)

Bell’itinerario a balcone sulla Val d’Adige fra boschi di leccio e carpino. Nella prima parte consente la visita dei caratteristici campi carreggiati (habitat prioritario natura 2000, codice 6110 “Formazioni erbose rupicole calcicole dell’Alysso – Sedion albi”), che incidono le rocce calcaree poco fuori dall’abitato di Canale. Nella seconda parte l’itinerario corre con andamento quasi piano nel mezzo delle due verticali fasce rocciose che caratterizzano questo tratto del versante baldense della Val d’Adige. Infine si scende all’abitato di Brentino Belluno per l’antico sentiero del Santuario della Madonna della Corona, per poi rientrare a canale lungo la nuova ciclabile della Val d’Adige.

 

Dalla piazzetta della chiesa parrocchiale di Canale si segue la stradina che esce subito dall’abitato in direzione nord, passa accanto ai campi carreggiati dominati dal sovrastante Forte di S. Marco e continua in leggera pendenza divenendo ben presto un sentiero che corre tra lecceta e radure prative dominando il corso dell’Adige. A circa quota 460 metri, nel punto in cui a sinistra vi è la deviazione per contrada Broieschi, il sentiero si innesta su una mulattiera che si segue a destra in leggera discesa, fino a giungere nei pressi della grotta di Castel Presina (famosa e frequentata palestra di roccia), dove l’itinerario ritorna su sentiero e riprende in leggera salita sotto le pareti del Monte Cimo, sempre in direzione nord e sempre a balcone sulla sottostante Val d’Adige. Il tratto in leggera salita è seguito da un tratto in leggera discesa per poi tornare in falsopiano fino all’innesto sul sentiero di accesso al Santuario della Madonna della Corona, a 15 minuti dallo stesso, a quota 600 metri. Dal santuario si ripercorre il sentiero a ritroso, seguendo il sentiero principale che riconduce a valle, all’abitato di Brentino Belluno in ore circa 1.20. Da qui, verso sud, lungo la ciclabile prima sull’argine del canale Biffis e poi in riva al fiume Adige, si ritorna alla frazione di Canale (ore 1.00).

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Anello Valsabbino, prima tappa, da Cariadeghe a Soseto di Gavardo

  • TIPOLOGIA:             escursione
  • DIFFICOLTA':           elementare
  • DURATA:                 3 ore e 30 minuti
  • SVILUPPO:               11,3 km
  • DISLIVELLO:             167 M
  • INIZIO PERCORSO:   dalla casa degli alpini a Cariadeghe
  • FINE PERCORSO:      a Soseto di Gavardo dove parte la seconda tappa
  • SEGNALETICA:         segni bianchi e rossi del CAI da Tesio fino a Soseto
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Anello Valsabbino, prima tappa, da Cariadeghe a Soseto di Gavardo

Prima tappa dell’” Anello Valsabbino”, un percorso in fase di mappatura da parte delle Guardie Ecologiche della Valle sabbia di circa 120/150 Km. Esso percorre partendo dall’Altopiano di Cariadeghe (monumento naturale) prima in prevalenza sul lato sinistro or. della Valle poi sul lato destro per tornare al punto di partenza toccando la quasi totalità del territorio Valsabbino. Si inizia da Cariadeghe di Serle vicino al Rifugio degli Alpini dove un ampio slargo dà la possibilità di parcheggiare. Si scende quindi lungo la strada asfaltata che abbiamo percorso per arrivare fin lì, si oltrepassa il “Ritrovo del Fante” e si prosegue fino al bivio con segnaletica per Gavardo. Si seguono le indicazioni per via Tesio Sotto, quindi Tesio Sopra fino ad incrociare Via Case Sopra. Si prosegue sempre su strada asfaltata e, oltrepassata la “Trattoria Tindaro”, al primo bivio si scende sempre seguendo l’indicazione Gavardo. Poco dopo si imbocca la prima a sx (c’è un cartello che indica comune di Paitone), si passa davanti a Villa Allocchio, si costeggia la recinzione e si oltrepassano alcune case/fattoria (v. Cascina Averoldi e Tenuta Franzoni). Si tiene la dx fino ad immetterci sulla stradina che sale da Gavardo. Siamo in località Tesio. Abbiamo percorso finora Km. 3, 75.Passiamo accanto alla Chiesetta degli Alpini, teniamo la dx ed in prossimità dello stagno con area pic-nic possiamo consultare la cartellonistica con segnaletica dei sentieri. Seguiamo il segnavia n. 503, si oltrepassa loc. Piazza Sovino dove incrociamo il sentiero che scende dal Monte Tre Cornelli (ascensione facoltativa). Proseguiamo in discesa in un maestoso bosco di castagni e sempre seguendo il segnavia bianco - rosso, si passa accanto ad una sorgente con cisterna e siamo in loc. Casini San Filippo con annessa Chiesetta appunto dedicata a San Filippo Neri (m.570). Si prende il sentiero ripido in discesa sotto la casa e, dopo c.a. 030-040 minuti, si arriva nella piazzetta di Fostaga. Da qui abbiamo due possibilità per arrivare a Soseto: o seguiamo il segnavia ben tracciato che ci conduce sulla strada principale Gavardo – Vallio Terme, oppure seguiamo vecchi segni all’interno del paese, sulla dx orografica, si passa vicino a casa Ruche ed in breve, attraversato il ponticello sul Vrenda arriamo a Soseto nostro punto di arrivo e punto di partenza per la seconda tappa. Abbiamo percorso 11 Km e 300 metri con un dislivello in salita di 167 mt ed in discesa di 846 mt.
A questo punto ci si può fermare a dormire in zona (informandosi sempre in anticipo) oppure tornare in autobus: http://www.sia-autoservizi.it/ 

Aziende GreenLine dove pernottare nei pressi di Soseto:

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Lago d'Idro sentiero delle cascate monte croce di perlè

  • Tipologia:              escursionismo
  • Difficoltà:              medio
  • Durata:                  4 ore e 30 min - 660m di dislivello
  • Sviluppo :              8,5 km - vetta croce di perle mslm 1031
  • Inizio Percorso:     Molo di CRONE IDRO (BS)
  • Fine Percorso:       Molo di CRONE IDRO (BS)
  • Segnaletica:          GRUPPO SENTIERI IDRO 95 CAI 451 VAR - 452
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO: http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Questo è  un percorso ad anello che inizia dall'attracco del battello a Crone  sul lago di Idro. E' un percorso caratterizzato nella prima parte da una forra scavata dal torrente Neco. E' possibile superarla grazie al grande lavoro nella posa delle 5 passerelle fatto dal gruppo sentieri attrezzati di Idro 95, per poi raggiungere la vetta del monte Croce di Perle da dove lo sguardo spazia sull'intero lago coronato dai monti che lo racchiudono.

Lago Idro

Si scenderà poi immersi in bellissimo bosco fino alla cocca di Idro nella discesa apprezzeremo la bellezza della parte terminale del lago. Partiamo dal molo andando  a dx verso il distributore prima di arrivarci saliremo in mezzo al paese per via 4 novembre, in salita alla nostra sx poi all'incrocio saliamo e passeremo sotto un portico, vecchia porta medioevale del borgo di pescatori. All'incrocio prendiamo a dx poi subito a sx in via della conciliazione  e saliremo sulla provinciale  sp 58 che porta a Capovalle la attraverseremo continuando diritti a salire in località coste troveremo il primo cartello che ci indica la via a dx. Continuiamo fino alla prima cascata il sentiero prosegue a sx della cascata, nella forra sono state posizionate 5 passerelle che ci permettono di godere dei numerosi salti che il ruscello compie nella sua discesa a lago. Molto bella sopra la prima cascata è la marmitta del gigante scavata nella roccia dal Neco. Fatte tutte le passerelle d'ora in avanti seguiremo i segnali rossi e bianchi fino ad incrociare sopra le ultime cascate il sentiero per la Fobbia località di velleggiatura montana con ottimi ristoranti.

Arriveremo ad una sella con le indicazioni molto precise per raggiungere la vetta del monte Croce di Perle. Dovremo poi ritornare dalla vetta di nuovo alla sella con la segnaletica e seguire l'indicazione per Vantone scendendo alla malga meghé. Ora un bellissimo sentiero attraversando un bosco di faggi e carpini in dolce pendenza ci porta alla Cocca di Idro . Incontreremo un bivio per Vantone noi rimarremo in alto seguendo il cartello per Crone di Idro. Arriveremo ad una postazione di caccia che seguendo il sentiero ci immette su una strada sterrata dove alcuni cartelli del gruppo sentieri attrezzati di Idro ci indicano la direzione da prendere per raggiungere Crone di Idro. Qui ci sono altre indicazioni per Cima Crench dove vi sono delle postazioni di guerra e dove è stato posizionato il disco nel 2002 in occasione della giornata mondiale della montagna dal GSA95. Anche dalla cima Crench è possibile scendere a Crone per chi avesse ancora fiato e gambe è una variante da prendere in considerazione anche se la discesa a Crone non è cosi panoramica come quella proposta seguendo le indicazioni sulla strada sterrata. Scendendo dalla Cocca si arriva sulla SP 58 al primo tornante si lascia la strada per scendere nel bosco attenzione ai segnali rossi e bianchi e via fino al molo di Crone.

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Anello Valsabbino terza tappa: da Vobarno a Treviso Bresciano

  • Tipologia:              escursione
  • Difficoltà:              media
  • Durata:                  5 ore escluse soste
  • Sviluppo :              13,5 km
  • Dislivello:              1074 m
  • Inizio Percorso:     Vobarno chiesa parrocchiale
  • Fine Percorso:       Treviso Bresciano municipio
  • Segnaletica:          CAI bianco e rosso 497/498, tricolore sentiero della Resistenza
  • VAI ALLA MAPPATURA DEL SENTIERO:  http://gevvalsabbia.altervista.org/Sentieri/index.html

 

Terza tappa dell'"Anello Valsabbino" un percorso in fase di mappatura da parte delle Guardie Ecologiche della Valle Sabbia di circa 120/150 km. Esso percorre partendo dall'altipiano di Cariadeghe (monumento naturale) prima in prevalenza sul lato sinistroor. della Valle poi sul lato destro per tornare al punto di partenza toccando la quasi totalità del territorio Valsabbino.

Anello Valsabbino terza tappa: da Vobarno a Treviso Bresciano

Si parte dalla Piazza della Chiesa di Vobarno 241 m e si imbocca via Corte verso il Santuario della Madonna della Rocca. Ivi si segue il tracciato, recentemente ripristinato a cura del Gruppo Polisportiva Vobarno, indicato da una freccia  con indicazione Poerza (h.1.30 ) e Dusina (h.2.00c.a.)  e numerazione sentieri 497-498.
Dopo un’erta salita di 1h c.a. si sbuca su una stradina che percorriamo sulla sx, quindi si prosegue diritti evitan-do i bivi laterali.e seguendo i segni rossi lungo il percorso.
Arrivati in Poerza 640 m, per un tratto il sentiero è indicato con segni gialli, fino ad abbandonare il percorso principale e prendere a dx (in vicinanza di un roccolo).
Poco dopo si incontra una sbarra e la si oltrepassa  nonostante  il segnale di proprietà privata e divieto di transi-to. All’incrocio successivo proseguiamo diritti verso il Monte Sercine. A tratti bella panoramica sul lago di Gar-da.
Si arriva quindi in località Dusina 767 m (sempre sul comune di Vobarno) avendo cura di chiudere le recinzioni che incontriamo sul percorso per la presenza di animali. Ammirata la quercia secolare che caratterizza il luogo, attraversiamo il piccolo nucleo abitato e proseguiamo diritti.
Poco oltre ad un trivio di sentieri  imbocchiamo il primo a dx., fino ad un  bivio successivo dove imbocchiamo il sentiero in leggera discesa a dx ( contrassegnato dalla presenza di una catena).
Arrivati a Ludrio 819 m (frazione di Provaglio V/S) prendiamo a dx  fino allo slargo dove c’era una piccola vec-chia cava di sabbia.
Imbocchiamo il sentiero che sale lungo il ripido crinale del prato fino ad una sbarra. Oltrepassatala, incrociamo una stradina che prendiamo a sx. Tralasciamo il bivio per la chiesetta del Monte Besume ( escursione facoltati-va) e proseguiamo in direzione di Arveaco su strada cementata.
Alle propaggini del borgo, raggiunto l’asfalto, prendiamo a dx in direzione località “LA LAF”.
Giunti al passo del Giovo 934 m, si prende la seconda sterrata a dx in discesa.
Giunti sul fondovalle, si guada per due volte il torrente e si inizia la salita verso il paese di Treviso B.no. Dopo la stalla sociale all’incrocio si tiene la dx.ed in breve attraversando il borgo si è sulla provinciale nei pressi del mu-nicipio a 687 m.

A questo punto ci si può fermare a dormire in uno dei B&B o agriturismi (informandosi sempre in anticipo) in zona oppure verificare il servizio bus per recuperare l’auto: http://www.sia-autoservizi.it/

Aziende GreenLine dove pernottare nei pressi di Treviso Bresciano:

 

Da visitare:

  • Az.Agr. Massari Damiano produzioni di formaggi, formagelle e burro Telefono: 0039 340 9172121
  • Il forte di Valledrane e la chiesa di San Martino a Treviso Bresciano

 

 

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